MATTER

Damiano Meroi ha 34 anni; figlio e nipote d’arte (la famiglia produce vino a Buttrio da oltre cent’anni), ha tuttavia sempre cercato una propria strada ed è infatti in autonomia da tre lustri; prima nel commercio, ora anche nella produzione. Il nome che sintetizza la nuova idea è “Matter”, termine polisemico facile da pronunciare per chiunque e che sta per “questione”, per “materia”, per “sostanza”, nonché per il verbo “avere importanza, contare”. È un progetto nato di recente, ma che ha già una strada tracciata. Un primo vino, il Matter Bianco, è il suo biglietto da visita e l’apripista: è un taglio di Ribolla (maggioritaria) e Malvasia Istriana dalla Brda, cioè dal Collio sloveno, e di Friulano proveniente sia dalla Brda sia dai Colli Orientali del Friuli. E, in effetti, è un vino che “conta, ha importanza”, non solo come dichiarata provocazione stilistica: in un mondo, quello del vino locale, in cui continua a imperversare un modello ipertrofico, alcolico e opulento, il Matter sposa la causa della levità, della freschezza e della bevibilità. L’etichetta monocroma bianca che lo avvolge per intero è, di conseguenza, una giocosa tabula rasa su cui idealmente “disegnare” ciò che si vuole, ciò che si sente. Il progetto non si ferma a questo primo vino; arriveranno il prossimo anno due nuovi bianchi da monovitigno – Ribolla Gialla e Friulano – prodotti con la consulenza del giovane enologo David Casini, in quantità purtroppo ancora confidenziali (tre barrique dell’uno, tre dell’altro).

Il metodo

Il Matter Bianco non porta in etichetta la certificazione biologica, ma le uve acquistate che gli hanno dato vita vengono tutte da impianti “bio”. «Per noi è una questione fondamentale; la nostra idea, appena avremo affitti nostri, sarà quella di convertire tutti gli impianti alla biodinamica», precisa Damiano. Lo stile, come accennato, è improntato alla facilità di consumo e alla purezza espressiva: il Matter Bianco fa solo acciaio, sulle proprie fecce fini, e viene da vigneti dai 10 ai 50 anni di età tra i 100 (Colli Orientali) e gli oltre 300 (Brda) metri sul livello del mare; ha fermentato spontaneamente ed è andato in bottiglia – così come, nelle intenzioni, tutti i vini futuri di Matter – con pochissima aggiunta di solforosa. I vini del prossimo anno di cui si è accennato, per parte loro, hanno svolto fermentazione e maturazione in legno piccolo, e si gioveranno di ulteriore affinamento in bottiglia di almeno sei mesi.