

FILIPPON
La casa e le vigne di Lorenzo Comelli sono tra le colline di Nimis, nel Friuli interno, in un microclima ventilato, mite e favorevole da sempre all’agricoltura di qualità. Il radicamento della famiglia in questo luogo selvaggio e autentico è tale che – come accade in diversi contesti rurali italiani – per distinguerla dalle tante altre omonime si usa un soprannome, o stranome: “Filippon”, appunto, termine che Lorenzo ha scelto vent’anni fa, quando ha deciso che la sua strada sarebbe stata quella dell’imbottigliamento in proprio. Fedele alla secolare vocazione del luogo, egli continua a elaborare un’unica etichetta, peraltro assai importante sotto diversi profili, il Ramandolo, bianco dolce dal forte radicamento territoriale tra i più complessi e longevi d’Italia; e ne offre, appoggiandosi a un sapere antico mediato da profonda preparazione accademica, un’ipotesi originale. I suoi studi, perfezionati in diversi Châteaux nella leggendaria zona del Sauternes, hanno trovato sbocco nell’elaborazione di un Ramandolo impreziosito dai toni rôti della muffa nobile, per un insieme di raro fascino ed eccezionale vocazione gastronomica, dal pesce affumicato, a ostriche e crostacei, ai salumi d’eccellenza, dal foie gras ai pâté più intensi, fino ai grandi erborinati, ai dolci o alla classica “meditazione”.
Il metodo

L’idea di produrre un Ramandolo botrytizzato comporta rischi e implica pazienza. Lorenzo raccoglie tardi e in più passate le sue uve di Verduzzo, aspettando a oltranza l’attacco della muffa nobile (le ue moncje, in dialetto locale). La fermentazione è a seguire laboriosa e lenta; si lascia infine nel vino una quantità di zuccheri residui mediamente di 90-100 grammi per litro. Il Ramandolo matura a quel punto in barriques francesi per due anni, quindi viene imbottigliato e lasciato affinare in vetro prima della messa in commercio. Fine, salino e fresco, è il prototipo del grande vino dolce: ricco ma bilanciato, soave senza essere stucchevole, sostenuto da vibrante acidità e capace di evoluzioni straordinarie nel tempo.