DAVID & NADIA

David Sadie sarebbe probabilmente diventato un rugbysta di valore se un infortunio non ne avesse troncato la carriera quando era ancora giovanissimo (e in verità lo è ancora). E noi non staremmo scrivendo questa storia; perché, abbandonato giocoforza il progetto dello sport professionistico, David si è concentrato sull’altra sua passione, per nostra fortuna la viticoltura. Tra i banchi dell’Università di Stellenbosch ha conosciuto Nadia, l’ha sposata, e ha avviato con lei il progetto di cui qui facciamo cenno. Nel 2014 ha rilevato la conduzione di una piccola azienda nel paradiso naturale dello Swartland (all’estremo sud-ovest del Sud Africa), e Nadia, agronoma, lo ha raggiunto due anni dopo. Il regime viticolturale che i due hanno adottato ha previsto la messa al bando totale di erbicidi e antiparassitari di sintesi, l’inerbimento totale delle vigne, la conversione al biologico. E altrettanto genuino e spontaneo è lo stile dei vini, che sono freschi, fruttati, mentolati, lievi, definiti, estroversi; il fatto che alcun portino nomi che sanno di Grecia e di Mediterraneo è già una piccola dichiarazione di intenti, una suggestione di arcaica, morbida solarità che trova nel bicchiere un riflesso puntuale quanto sorprendente.

Il metodo

Non è solo il metodo di cantina a dover essere raccontato qui, ma anche e anzitutto la scelta del “dry farming”, cioè la rinuncia, pur su terreni magrissimi e drenanti, a qualunque forma di irrigazione. Le uve per l’Elpidios, delle varietà Grenache, Syrah, Carignan, Cinsault e Pinotage, sono diraspate circa al 50% e dopo la fermentazione il vino matura in legno grande per 12 mesi e a seguire ne passa altri 18 in vetro. La Grenache è anch’essa da diraspatura parziale (60% di grappoli interi), macerazione di due settimane, maturazione di un anno in fusti di rovere francese da 500 litri e affinamento in bottiglia di alcuni mesi.