BATIC

Le radici culturali di questa cantina, un vero e proprio punto di riferimento nel suo distretto, affondano fino a ben oltre quattro secoli fa, ai tempi in cui la Valle del Vipacco (Vipavska Dolina) era costellata di monasteri, abbazie, santuari e pievi. Furono i monaci, specialmente cappuccini e francescani, a riavviare alla fine del Cinquecento in modo metodico la viticoltura della zona, per l’uso alimentare dei monasteri stessi: uva da mangiare e vino per le Sante Messe. Uno dei poderi da loro avviati aveva nome Batič, ed era situato nell’antica località di Šempas; ebbene, esso è ancora lì, con lo stesso nome di un tempo, ed è tuttora in proprietà dell’omonima famiglia. Ivan Batič e suo figlio Miha conducono i 19 ettari di vigneti in regime strettamente sostenibile e ad elevata densità (sono quasi tutti a 12.000 ceppi per ettaro), non solo nel comune di Šempas ma con propaggini anche a Vogrsko e a Vitovlje. La terra è ovunque magrissima, sia nelle zone basse in quota sia in quelle più elevate, così ventose da costituire uno dei paradisi europei del parapendio; a causa del micidiale drenaggio, le radici delle viti piombano a quasi 15 metri di profondità, in cerca di acqua e ancoraggio; in questa loro – verrebbe da dire – determinazione c’è uno dei segreti dell’intensità dei vini di Batič.

Il metodo

È tutto al limite dell’inerziale, sebbene sostenuto da profonda preparazione tecnica. «Dobbiamo sapere per filo e per segno quando e come non fare assolutamente nulla» dice ridendo Ivan Batič. I vini, frutto di fermentazioni spontanee in tino aperto di rovere di Slavonia (solo il rosato non fa che acciaio), sono vinificati senza controllo delle temperature, ed effettuano la malolattica in legno. Vengono imbottigliati senza chiarifica, senza filtrazione e con dosi minime di solforosa. L’idea di fondo è una simbiosi totale con la natura e i suoi ritmi, talvolta corroborata da una geniale pratica empirica – si combatte l’invasione di chiocciole nel vigneto mediante… l’allevamento di anatre, che ne sono ghiotte – talaltra fideistica e irrazionale – non si imbottiglia se è nuvoloso “perché c’è troppa interferenza tra il vino e il cielo”. Ma una cantina va giudicata dai vini che produce, e qui i voti sono lusinghieri, anche e soprattutto se si tiene nel debito conto il fattore-longevità, tema sul quale i vini di Batič non temono confronti in regione.